Collegamenti

Nel progettare la tesina ho dovuto, per ovvie questioni di spazio e di tempo espositivo, inserire solo alcuni degli autori di cui avrei voluto trattare. Col tempo, poi, ho ampliato a poco a poco le mie conoscenze sulla materia, trovando molti altri collegamenti interessanti che non avevo considerato. Ora in questa sezione ho raccolto i miei spunti e le idee che possono esservi utili se avete intenzione di scrivere una tesina simile alla mia o se, semplicemente, vi interessa l'argomento e lo volete approfondire.

Letteratura greca

Partendo dal presupposto che trattiate di letteratura greca, è d'obbligo soffermarsi sui tre grandi tragediografi (o almeno su uno dei tre): Eschilo, Sofocle, Euripide. Io ho scelto, e consiglio anche a voi, di analizzare a fondo una sola opera (consultando anche saggi e testi critici a riguardo). Imbastire un discorso generale sull'intera produzione di un autore (per non dire di tutti e tre) è più noioso, meno originale e, soprattutto, meno soddisfacente (a mio parere).

Parlando delle origini della tragedia greca potete fare riferimento alla lirica monodica (soprattutto Archiloco, seguendo l'ipotesi di Nietzsche ne "La nascita della tragedia" - vedi sotto) e anche alla lirica corale, quindi a Simonide, Bacchilide e Pindaro (considerando l'evoluzione del coro o confrontando la concezione della dimensione mitica e divina). Anche i collegamenti tematici tra i due generi sono notevoli. Qualche esempio? Eracle, in lacrime, nell'epinicio V di Bacchilide pronuncia una frase che verrà ripetuta in diverse tragedie: "La sorte migliore per l'uomo è non essere mai nato, né vedere la luce del sole. Ma non c'è vantaggio in tali lamenti: bisogna parlare di quel che si può compiere". Che dire poi della celebre affermazione di Pindaro nell'ottava pitica: "Sogno d'un ombra è l'uomo"? Verrà ripresa quasi alla lettera da Sofocle nell'Aiace.

Per una visione più completa del contesto culturale in cui si colloca la nascita della tragedia non sarebbe affatto male un riferimento anche alla filosofia di Eraclito, i cui frammenti oscuri si collegano più volte alle riflessioni della tragedia greca.

Se volete andare oltre, sarebbe un'idea fare riferimento anche ad Apollonio Rodio, autore ellenistico che, nelle Argonautiche, rivoluziona la poesia epica dandole parecchi connotati della tragedia. Giasone, ad esempio, è l'opposto dell'eroe omerico e somiglia molto di più, nella sua incapacità di agire, ad un eroe tragico. Medea, nel terzo libro, è un personaggio tipicamente "da tragedia greca" che, nei suoi momenti di irrazionalità e razionalità alternati, rievoca la Medea euripidea. E così via.

Letteratura latina

La letteratura latina non offre molti grandi autori di tragedie: c'è Livio Andronico, c'è Nevio e c'è, soprattutto Seneca. Il teatro senecano, in particolare, è ottimo per un confronto con il modello greco.

Letteratura italiana

Parlando di tragedie e di letteratura italiana è d'obbligo il nome di Alfieri. Foscolo, poi, ha scritto alcune tragedie che si possono confrontare con i relativi modelli greci e latini ("Tieste" e "Aiace"). Manzoni ha introdotto la tragedia cristiana con l'Adelchi e Il Conte di Carmagnola. Parlando di tragedia cristiana sarebbe opportuno nominare anche (vedi più avanti) Hegel, Kierkegaard e, volendo, le riflessioni di Camus sull'avvenire della tragedia (vedi bibliografia).

Per quanto riguarda la poesia, potrebbe andare bene Leopardi: esprime come pochi l'inquietudine esistenziale che ha in comune con gli antichi (non è un caso che nello Zibaldone citi il verso già nominato di Pindaro e che la protagonista di un suo canto sia la poetessa greca Saffo). Anche Montale fornisce spunti interessanti, specie se abbinato alla filosofia di Schopenhauer e all'arte di De Chirico (vedi sotto).

Altro autore che si ricollega al pensiero tragico è Pirandello. Immediato è il collegamento tra la visione pirandelliana dell'uomo (e delle sue maschere) e il genere tragico. Anche la sua riflessione sull'umorismo, poi, merita di essere presa in considerazione. Un altro autore particolarmente legato alle tragedie greche è Pasolini. Potete fare riferimento alla sua produzione cinematografica (in particolare a due film: "Edipo re" e "Medea") o alla sua traduzione teatrale dell'Orestiade di Eschilo.

Letteratura inglese

Parlando di letteratura inglese ce n'è per tutti. Innanzitutto il teatro elisabettiano: Marlowe, Jonson e, ovviamente, Shakespeare. Io avrei voluto inserire nella tesina l'Amleto ma alla fine ho desistito perchè avrebbe richiesto molto spazio e approfondimento e perché avrebbe sviato un po' dal percorso che intendevo fare.

Una vena tragica è presente anche nelle opere di T. S. Eliot (che ha pure scritto tragedie), in particolare nel suo capolavoro "The Waste Land" (sarebbe interessante esaminare il personaggio di Tiresia, presente anche nell'Edipo re sofocleo). Parlando di teatro, poi, considererei la rivoluzione del "teatro dell'assurdo" e, quindi, l'irlandese Beckett. Un drammaturgo statunitense molto conosciuto è poi Arthur Miller.

Letteratura tedesca

La letteratura tedesca ci offre Goethe con, in particolare, il suo Faust (da confrontare, magari, con il Faust di Marlowe). Il senso tragico è presente anche in altre sue opere, una su tutte "I dolori del giovane Werther". "La tragedia e l'amore" sarebbe un altro argomento molto interessante che potrebbe tirare in ballo, oltre al Werther, la Medea e l'Alcesti di Euripide, la Fedra di Racine (vedi sotto) e molti altri autori. Altro grande autore tedesco è il drammaturgo Brecht, celeberrime le sue tragedie.

Letteratura francese

I due principali autori che hanno dato vita alla grande tragedia francese del XVII secolo sono Corneille e Racine. Quest'ultimo, in particolare, è molto legato alla classicità per cui andrebbe bene per un confronto con le tragedie greche.

Letteratura spagnola

Nel seicento ricordiamo tre grandi poeti e drammaturghi, tutti molto legati al genere tragico: Lope de Vega, Miguel de Cervantes e Calderon de la Barca.

Altre letterature

Nelle opere di Kafka (autore cecoslovacco) emerge a più riprese il senso tragico. L'uomo è come prigioniero del suo mondo, vittima di una macchina che non sa comandare (un paragone con l'Edipo di Sofocle sarebbe interessante). Questa condizione assurda richiama anche il pensiero dei filosofi esistenzialisti (vedi sotto). Nella letteratura russa possiamo citare le opere di Dostoevskij, in cui alcune delle riflessioni principali (in particolare quella sulla colpa e sulla punizione) riecheggiano anche in molte celebri tragedie greche. Tornando al teatro, ricordiamo il norvegese Ibsen per le sue tragedie in cui emergono soprattutto le figure femminili. Non sarebbe male un richiamo a Euripide, Racine ecc.

Filosofia

Hegel, nonostante il suo sistema filosofico abbia poco a che vedere con l'irrazionalità, ha trattato più volte argomenti riguardanti la tragedia (da quella greca a quella cristiana), in particolare nell'Estetica. Schopenhauer, ne "Il mondo come volontà e rappresentazione", analizza la via estetica di superamento della volontà e nomina a tal proposito la tragedia come la forma più alta di poesia.

Kierkegaard pone invece le basi dell'esistenzialismo e introduce, nel suo sistema filosofico, concetti chiave come angoscia, disperazione, dolore esistenziale. Il tragico, in Kierkegaard, assume una forte connotazione religiosa. Quali migliori agganci con la tragedia, soprattutto in relazione al suo rapporto col divino? "La nascita della tragedia" di Nietzsche, poi, è un testo imprescindibile sulla tragedia e sulla cultura greca in generale. Collega, inoltre, passato e presente: dalla polis ateniese al mondo moderno. Anche Freud si interessa della tragedia greca, ma da un altro punto di vista. Con la sua interpretazione psicanalitica, infatti, rispolvera e ridà vita al mito di Edipo considerando il personaggio sotto tutt'altra luce. Il suo pensiero, sicuramente interessante, è da analizzare con le relative opinioni contrastanti (Vernant, ad esempio).

Infine, l'esistenzialismo vero e proprio: Camus, Sartre, Heidegger su tutti. Camus, in particolare, ha scritto dei testi parecchio significativi sulla tragedia e, ne "Il mito di Sisifo", collega il mito greco con il presente: un ottimo spunto per la conclusione di una tesina (io ho chiuso così la mia!)

Arte

Nel mio primo abbozzo di tesina era compresa anche l'analisi de "Il marsia scorticato", opera risalente agli ultimi anni di vita di Tiziano. L'ultima fase creativa di questo autore è molto particolare per il suo modo di dipingere e per il pathos tragico che imprime nelle sue opere.

Un altro artista le cui opere sono accostabili alla tragedia (in particolare a quella shakespeariana) è il cupo e onirico Fussli. Che dire poi di Munch? Pochi artisti seppero esprimere come lui il dolore esistenziale dell'uomo: la sua arte è, partendo dalla resa pittorica, espressione della tragicità e della dissoluzione della vita umana.

Se inserite nella tesina (come ho fatto io) un richiamo alla psicoanalisi di Freud, potete collegare la corrente artistica del surrealismo. Consiglierei innanzitutto Dalì e Ernst: perfetti per un richiamo alla componente onirica ed edipica della tragedia greca. Entrambi, non a caso, hanno realizzato un'opera intitolata "Il complesso di Edipo".

Altro grande artista che personalmente vedo molto bene in una tesina sul tragico è De Chirico. Il senso di angoscia e di solitudine che trasmettono i suoi quadri, la ripresa di modelli tipicamente greci in molti di essi, la sua vicinanza alle opere di Nietzsche e molti altri elementi concorrono a farne un ottimo inserimento in un lavoro del genere. Non dimentichiamo poi che alcune delle sue opere sono dedicate a Edipo (Edipo e la Sfinge, ad esempio), Oreste (Il rimorso di Oreste), Alcesti e al mito degli Argonauti. In un autoritratto l'artista si ritrae perfino di fianco a Euripide!

Anche quello che è considerato "l'ultimo grande artista del novecento", Bacon, è stato influenzato dalla tragedia greca per la composizione dei suoi dipinti. In un'intervista ha dichiarato di leggere spesso le opere di Eschilo e di apprezzarle molto. I suoi dipinti, in effetti, richiamano più volte le atmosfere cupe e la cruda violenza della tragedia eschilea. Un suo dipinto, poi, è una variazione di Edipo e la Sfinge di Ingres.

Musica

Per un lavoro molto particolare, perché non fare riferimento anche ai geni della musica? Io consiglierei Mozart e Strauss ma, non essendo un esperto in materia, lascio a voi l'iniziativa.