Alcesti di Euripide

( Articolo scritto sul mio blog nel maggio 2007. )

E' una tragedia molto ambigua, tanto che alcuni non la considerano nemmeno tale, l'Alcesti di Euripide.

La storia è quella di Alcesti, moglie di Admeto che sacrifica la sua vita per quella del marito. E' la tragedia dell'amore che spinge fino alla morte, l'amore che va aldilà della vita. Euripide la rappresenta in un modo geniale, più unico che raro nella storia del teatro greco. Parte da un prologo con parecchi riferimenti comici e con la rappresentazione in chiave burlesca di Thanatos contrapposto ad Apollo, prosegue con la tragica scena della morte di Alcesti, descritta attraverso le sue parole e rappresentata direttamente sulla scena, si conclude con la sua enigmatica resurrezione (reale o apparente) grazie all'impresa di Eracle, altro personaggio di difficile interpretazione.

E' proprio l'ambigua resurrezione finale la parte più interessante dell'intera tragedia: Alcesti torna sulla scena coperta da un velo nero. Admeto non la riconosce e solo grazie all'insistenza di Eracle la guarda in volto e vede in lei la sua sposa. Ma Alcesti non parla, non si muove, Eracle dice che prima di tre giorni non potrà farlo. E' davvero Alcesti la misteriosa ragazza velata? E se anche fosse, è davvero fuggita alla morte indenne? La tragedia si conclude con questo interrogativo: è l'enigma della morte e dell'amore.