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Categoria: Cultura

Neutral Milk Hotel, In the aeroplane over the seaWhen you were young you were the king of carrot flowers“. Inizia con queste parole uno degli album migliori degli anni novanta, una rara perla di indiscussa bellezza e di innegabile fascino enigmatico: “In the aeroplane over the sea” dei Neutral Milk Hotel, band americana praticamente sconosciuta ai più che, dopo aver sfornato questo capolavoro nel 1998, ha fatto perdere le sue tracce.

La prima canzone, The King Of Carrot Flowers Part 1, si presenta come il primo delirio di immaginazione, una sorta di introduzione al mondo fiabesco e allucinato a cui Jeff Mangum, cantante e anima del gruppo (soprannominato il Salinger dell’indie rock), ha dato vita nei versi e nella melodia delle undici canzoni di questo incredibile album che spazia tra folk, rock, pop e lo-fi.

Figura particolare per la sua ritrosia ad apparire, songwriter di eccezionale creatività e sensibilità, unico nel panorama musicale degli ultimi dieci anni tanto che molti appassionati si sentono orfani della sua musica: questo è Jeff.

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Friedrich Dürrenmatt“Un requiem per il romanzo giallo”: un sottotitolo perfetto per questo romanzo, probabilmente l’opera migliore dello scrittore (ma anche drammaturgo e pittore) svizzero Friedrich Dürrenmatt. Sottotitolo perfetto perché La promessa è sì un romanzo giallo, ma è anche (e soprattutto) la definitiva negazione e il capovolgimento dei capisaldi su cui si basa questo genere: un giallo, quindi, che mostra tutti i limiti e le assurdità di un modello investigativo così distante dalla realtà della nostra esperienza.

La promessa è una storia drammaticamente realistica e crudele, la storia di un poliziotto e della sua ossessione: scoprire l’identità dell’assassino di tre bambine accomunate da una straordinaria somiglianza. Un caso complesso che sembrerebbe risolversi quando uno dei sospettati, durante un lungo interrogatorio, confessa di essere il colpevole. Un caso che però sembra ben più intricato agli occhi del freddo e impassibile commissario Matthäi, il migliore nel suo ruolo.

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Francis BaconUna mostra interamente dedicata a Francis Bacon: così Milano festeggia (in anticipo rispetto a Londra, Madrid e New York) il centenario della nascita dell’artista, considerato unanimemente l’ultimo grande maestro del novecento. Dal 5 marzo al 29 giugno, a Palazzo Reale, sarà di scena l’arte di un genio tormentato che ha saputo tradurre in pittura il malessere dell’uomo moderno.

In un mondo devastato dalla guerra e dalle mille contraddizioni cresceva il giovane Bacon. Di costituzione debole e affetto da asma e parecchie allergie, Francis col tempo cominciò a manifestare anche i primi disturbi psichici (tra cui uno spiccato e ossessivo interesse per deformità e mutilazioni) e, soprattutto, omosessualità e masochismo. Venne cacciato di casa a 17 anni, quando fu scoperto dal padre ad indossare la biancheria intima della madre. Nato in Irlanda, si trovò a girare l’Europa da solo, guadagnandosi da vivere con i lavori più umili e degradanti. Da Londra a Berlino, fino a Parigi: Francis strinse le prime vere amicizie e coltivò diversi interessi tra cui l’arte, il design e il cinema.

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Leonid AfremovNato nel 1955 in Bielorussia, a Vitebsk (città natale di Marc Chagall), Leonid Afremov è sicuramente uno dei pittori contemporanei più interessanti. La sua particolarissima tecnica, imparata e perfezionata in una decina di anni di continui esperimenti, è basata sull’uso delle spatole (che di solito vengono usate per rimuovere il colore) al posto dei pennelli. Il risultato? Dei quadri altamente spettacolari.

I colori, prima di ogni altra cosa, balzano all’occhio per la loro forte saturazione. La scelta cromatica di ogni sua opera è davvero notevole: impossibile non rimanere rapiti dai brillanti colori che, amalgamandosi, danno vita a paesaggi e quadretti carichi di vitalità e atmosfera. Un motivo ricorrente è presente in gran parte dei suoi dipinti: la pioggia.

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L’Arte delle Donne a Palazzo Reale, MilanoOggi ho approfittato del tempo libero per visitare una mostra d’arte che ha riscosso, negli ultimi mesi, un enorme successo. Si tratta de “L’Arte delle Donne“, mostra che nella settimana dal 24 al 30 gennaio, con più di 4.900 visitatori, si è piazzata al quarto posto nella classifica delle mostre più visitate in Italia.

La mostra, situata a Palazzo Reale (Milano), si propone di promuovere ed evidenziare il ruolo della donna nell’arte ripercorrendo le tappe fondamentali della produzione artistica al femminile degli ultimi cinque secoli. L’esposizione consiste in una selezione delle opere più rappresentative che testimoniano l’evoluzione del ruolo delle artiste nel panorama creativo internazionale.

La mostra si compone di oltre 200 opere realizzate tra il XVI e il XX secolo e provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni nazionali e internazionali: dal Museo Nacional del Prado al Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou di Parigi, dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid alla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal National Museum of Women in the Arts di Washington al Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli.

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Matteo, 19 anni, Milano

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