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Contro gli abusi sui minoriLa gente si indigna per la Giornata dell’orgoglio pedofilo: sulla rete riesce quasi impossibile trovare informazioni vere e proprie su questa iniziativa, ma in compenso possiamo leggere migliaia di messaggi di protesta e insulti a riguardo.

Peccato soltanto che la maggior parte della gente non sappia nemmeno di cosa si stia parlando, cosa certamente necessaria per poter discutere sulla meritevolezza o meno di eventi di questo tipo: non c’è modo peggiore per combattere gli abusi sui minori che il farlo con ignoranza e superficialità.

Basta una lettura veloce della pagina Pedofilia di Wikipedia per comprendere che tra pedofilo e molestatore di bambini vi è una significativa differenza, che potremmo riassumere nel binomio potenza e atto.

Da Wikipedia:

La psichiatria e la criminologia distinguono i pedofili dai child molester (molestatori o persone che abusano di bambini). Le due categorie non sono coincidenti. La pedofilia è una preferenza sessuale dell’individuo o un disturbo psichico, non un reato. Il termine medico, infatti, definisce l’orientamento della libido del soggetto, non un comportamento oggettivo, e vi sono soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia.

Insomma: pedofilo è, in potenza, un individuo con determinate preferenze sessuali legate ai bambini. Molestatore di bambini è chi, in atto, compie violenze sui bambini. E’ la stessa identica differenza che c’è tra un uomo a cui piacciono le donne e un uomo a cui piacciono le donne e le stupra: nessuno si sognerebbe di incarcerare tutti gli uomini per mettere fine agli stupri, né di colpevolizzarli tutti per i crimini di alcuni di loro.

Proviamo allora a esaminare le cose più a fondo, senza farci trasportare da facili moti di odio e discriminazione verso una categoria di persone così esposta ai pregiudizi e ai luoghi comuni della nostra società.

Concettualmente, il messaggio di questa giornata è paragonabile alle rivendicazioni degli omosessuali: viene rivendicata una preferenza sessuale (deviata o meno, è pur sempre tale), non un ipotetico diritto alla violenza (che sarebbe ovviamente una vera e propria follia).

Il problema, allora, non è nella pedofilia in sé, in quanto fenomeno psichico o preferenza sessuale, ma nel modo in cui essa trova appagamento, ovvero in quanto (probabile) causa di crimini. Ed è su questo punto che si possono muovere delle critiche a queste rivendicazioni: essendo la pedofilia appagabile solamente (o quasi) attraverso comportamenti criminali, una giornata come questa potrebbe considerarsi socialmente pericolosa.

La gente proclama l’ingiustizia nell’additare questa giornata come assurda e abominevole, incolpando l’ONU di non aver mosso un dito per diversi anni. Condannare una persona soltanto perché in potenza ha certe tendenze: questa, dico io, sarebbe la vera ingiustizia. Rabbrividisco nel constatare che, nell’ignoranza, gran parte della gente agirebbe proprio in questo modo, e a parole già lo fa.


19 commenti a Pedofilia: quello che la gente non sa
  1. Claudio Cerri:

    Non ero al corrente di questa iniziativa…

  2. Matteo:

    Io ne ho sentito parlare su Facebook, anche se a dire il vero di notizie vere e proprie a riguardo non se ne trovano in giro per la rete (soltanto articoli pieni di facile retorica e luoghi comuni da piazza).

  3. bassotuba:

    Però purtroppo wikipedia non è attendibile…insomma sappiamo benissimo che le fonti fanno abbastanza schifo.
    Infatti in psichiatria il “pedofilo” ha determinate caratteristiche. Se non soddisfa i 5 requisiti richiesti la persona non può essere accusata di pedofilia, e se soddisfi questi 5 punti sei per forza “attivo”.
    Questo vuol dire che è nel linguaggio comune che noi sbagliamo: il pedofilo non è quello che si eccita solo con i bambini ma magari non li toccherà mai. Quello è solo un deviato. Un pedofilo è attivo.
    Lo puoi trovare nel manuale delle malattie mentali, bibbia della psichiatria mondiale: dsm-v.

    Capisci bene quindi che se si comprende cosa davvero vuol dire essere pedofilo non si può accettare una manifestazione che ne rivendichi l’esserne orgoglioso!

  4. Matteo:

    Il fatto che nel linguaggio comune noi confondiamo i termini è ciò che ho detto anch’io nell’articolo.

    Però credo tu ti stia confondendo: il termine pedofilo in psichiatria è usato soltanto per classificare le persone con quegli istinti (che soddisfino i requisiti), indipendentemente dal fatto che li mettano o no in atto. Sulla wiki inglese (http://en.wikipedia.org/wiki/Pedophilia) sono riportati i requisiti: non parla necessariamente di atti compiuti ai danni del minore, e include anche “fantasies”.

    E’ la stessa cosa, dopotutto, anche per le altre parafilie: un masochista o un sadico, ad esempio, sono tali indipendentemente dal fatto che soddisfino o no i loro desideri.

    La distinzione che fai tu attiene solamente all’imputazione del crimine. Per essere imputati come pedofili non occorre solo la molestia ai bambini, ma anche i requisiti psichiatrici dei pedofili. Ma è soltanto una fase successiva, ed è proprio a causa di questa che si ingenera confusione: la gente crede che pedofili siano solamente questi criminali.

    Riassumendo potremmo individuare tre categorie:
    - Pedofili (soddisfano i requisiti) non attivi (non han compiuto crimini)
    - Pedofili (soddisfano i requisiti) attivi (han compiuto crimini)
    - Non pedofili (no requisiti) attivi (han compiuto crimini)

  5. J.E.T.:

    Gira che ti rigira, comunque l’atto pedofilo é un reato.
    Si tenta di mascherare il tutto con l’amore e i buoni propositi, ma il ragionamento fa acqua da tutte le parti.

    È chiaro che non c’é paragone fra uno stupratore di bambini e il prete che tocca il culetto di un ragazzino, ma ci sono comunque gli estremi e le conoscenze per definire l’approccio sessuale nei confronti di un minorenne un reato se parte da un adulto.

    Un minorenne é chiamato tale perché é sotto un cupola di tuele che sono completamente diverse da quelle del maggiorenne.

    Perché é sotto tutela?
    Non é in grado di prendere delle iniziative personali o se le prende non sono ponderate nel modo giusto.

    Non é in grado di rifiutare, accettare o valutare cose, pensieri, ragionamenti, atti, ecc… in modo chiaro perché non ha le esperienze da mettere a confronto.

    Si é stabilito che, alle nostre latitudini culturali, queste “mancanze” durano fino ai 18 anni. Dopo i 18, invece, si é capaci di dire di si o di no più chiaramente.

    Da qui il fatto che un minorenne, accettando una proposta da un maggiorenne, lo fa senza essere sicuro di quello che fa.

    Non ho mai sentito dire nessuno che i 14enni sanno per certo quello che vogliono e che fanno le proprie scelte chiaramente e con responsabilità.

    E da qui il ragionamento che se il maggiorenne fa un’avance ad un minorenne (e non stiamo parlando dello stupratore) commette un reato perché il minorenne potrebbe accettare non perché vuole ma perché non ha scelta o paramtri di giudizio.

    Quindi c’é un abuso da parte dell’adulto perché conosce benissimo questo schema (era anche lui un’adolescente) e se ne approfitta.

    Il reato non é tanto sulla figura del minorenne ma piuttosto sul fatto di approfittare di una debolezza accertata (abuso).

    Una adolescente di 14 anni può essere veramente bella e quindi bisogna anche ammettere che, dal momento che
    il cervello umano elabora le cose anche su una scala qualitativa (bellezza, stile, energia, ecc…), se ne può essere attratti.

    Quindi é ammessa e non condannabile una certa attrazzione a livello del pensiero.

    Questa però é la frontiera e nessuno va in galera per questo.

    Proclami e orgogli pedofili sono semplicemente un tentativo, secondo me anche deleterio, di giustificare un comportamente alquanto scorretto.

  6. Matteo:

    Tu mi parli dei modi in cui un abuso può essere perpetrato, e della tutela dei minori; il mio articolo non parlava in particolare di questo, ma cercherò comunque di rispondere.

    Le tutele ai minori esistono e devono esistere per reati in quanto tali, non per gesti innocui che la gente interpreta come osceni solo in virtù del fatto che l’autore del gesto è un potenziale pedofilo. Il singolo gesto del prete che tocca il culetto al bambino secondo te può essere considerato un abuso sessuale? Allora dovremmo mettere in galera ogni prete, suora, educatore del mondo.

    Per il discorso sulla tutela dei minori, in ogni caso, non si può fare di tutta l’erba un fascio: ci sono ragazzi (più spesso ragazze) che a 14 anni ne hanno già, mentalmente, 18, altri/e che a 18 ne hanno 14 ecc. Un’indagine concreta per ogni singolo caso è doverosa; discorsi come “non ho mai sentito un quattordicenne blablabla” sono solo parole al vento, per quanto mi riguarda.

    Come ho già scritto nell’articolo, i pedofili rivendicano una preferenza sessuale che non si sono certo scelti, quindi la loro dignità (prova a dire a chiunque che ti piacciono i bambini, verrai considerato un mostro della peggior specie anche se non hai mai fatto del male a un moscerino), non il diritto a compiere reati. Ma è così difficile da capire questa differenza?

  7. Erasmo:

    Il pedofilo è attratto da bambini in età prepubere, che non hanno cioè sviluppato caratteri sessuali ben definiti. In sè è un desiderio di dominare sessualmente una persona più debole, che non possa minacciare il pedofilo attraverso una sessualità forte (rappresentata dai caratteri sessuali che si sviluppano con la pubertà). Si valuta l’età delle vittime dai 14 anni in giù (età del consenso, in Italia) e la differenza d’età (cinque anni). Il pedofilo ha minimo 16 anni.

    Non si tratta di un orientamento sessuale perché non c’è una preferenza indicativa: il bambino è comunque strumento non consenziente. Se il pedofilo non è attivo tanto meglio, se vuole guardare foto di bambini cavoli suoi (se non li ritraggono in atti sessuali o vittime di violenze).

  8. Lorenzo:

    La pedofilia, anche a livello di pura tendenza psichica subliminale, è un fenomeno pericoloso da combattere con tutti i mezzi culturali e giuridici: la persecuzione morale e la discriminazione dei soggetti pedofili non sono ovviamente contemplate in nessun ordinamento democratico, ma la prevenzione dei comportamenti devianti è pienamente legittima in questo ed altri casi, ancorché preceda l’ambito strettamente criminale (o forse vogliamo accordare “rispetto” a chi si raduna in nome dell’odio per le donne, o degli animali?) Si rischia di favorire l’idea che certe pulsioni siano moralmente neutre fino a che non sfocino in una azione criminale. A mio avviso non è così. E bene fanno tutti coloro che condannano fermamente qualsivoglia manifestazione in favore della pedofilia, in qualsiasi forma si esprima. Mi scuso per aver espresso un fermo dissenso in un blog che di solito non frequento, ma poiché ho lasciato un post ludico in altra parte del sito (sul tema della “fobia dei bottoni”, che mi ha portato casualmente qui tramite “google”) volevo distinguere la mia posizione con nettezza, pur nel rispetto di chi la pensa diversamente. Grazie.

  9. Matteo:

    Perché certe pulsioni non dovrebbero essere moralmente neutre? La morale non centra nulla in questo campo: si tratta di pulsioni interne ad ogni individuo, ed etichettarle come buone o cattive significa confondere la loro natura col modo in cui trovano realizzazione.

    Il mio articolo non vuole prendere posizione riguardo certe manifestazioni, ma invitare le persone a guardare il fenomeno più in profondità: comprendere meglio la pedofilia, per combatterla meglio.

    Se vogliamo che gli individui con istinti pedofili vadano a farsi curare, impariamo a guardare il problema anche dallo loro prospettiva, impariamo a comprenderli meglio che possiamo, piuttosto che considerarli soltanto alla stregua di un branco di lupi cattivi.

    Colui che dalla gente viene considerato malato o sbagliato col tempo finisce, o almeno rischia di finire, per accettare la sua condizione come una sorta di ‘destino personale’ a cui obbedire necessariamente: non potrà far altro, così, che compiere il male, perché lo vedrà come l’unico modo per essere se stesso, in un mondo che non lo riguarda e che, ai suoi occhi, non capisce i suoi problemi, la sua sofferenza. Lo considera solo un lupo cattivo, appunto.

    Allora cerchiamo di capire anche i problemi di questi “pedofili”. Se la gente avesse una visione meno schematica e superficiale della realtà in questione (io parlo della gente in generale), ogni individuo con istinti pedofili si farebbe certamente meno scrupoli a venire fuori dalla sua segretezza per farsi curare, proprio perché avvertirebbe maggiormente attorno a sé la presenza di gente comprensiva e pronta ad aiutarlo.

    Serve dialogo insomma, serve maggior consapevolezza del fenomeno; la gente deve smetterla di ragionare per luoghi comuni. Il pedofilo è la prima vittima della sua situazione, e il primo ad aver bisogno di aiuto. E’ chiaro: aiutando loro si combatte, nello stesso tempo, il fenomeno pedofilia; e lo si fa alla radice. E il modo migliore per aiutare le persone è tendere loro la mano, non puntargli contro un coltello.

  10. Lorenzo:

    Concordo, in linea di massima, con le valutazioni del tuo ultimo commento. Ma non colgo un serio nesso tra il tuo auspicio per un approccio organico al problema della pedofilia e la difesa di una inaccettabile manifestazione che promuove “l’orgoglio pedofilo”. L’errore, a mio avviso, è equiparare la pedofilia alle varie tendenze sessuali. Il rispetto per la molteplicità delle tendenze (come quella omosessuale o feticistica) è infatti subordinato all’assenza di violenza verso gli altri, con due postulati: 1) il consenso dei soggetti coinvolti; 2) la loro piena maturità psico-fisica, ancorata per legge a ragionevoli soglie di età. Quest’ultima condizione è posta proprio a garanzia del libero percorso di crescita di ciascun individuo, onde evitare che la suggestione e la sapiente manipolazione della psiche provochino a un minore traumi violentissimi. La pulsione pedofila elude per definizione questi limiti e va dunque studiata e approfondita nel più articolato e serio dei modi, ma al solo fine di contrastare il relativo fenomeno. Mai, quindi, si deve offrire spunto a equivoci sul fatto che parliamo di una tendenza criminale e turpe (paragonabile al razzismo o alla necrofilia, non certo alla omosessualità!), la cui condanna va fatta risaltare in qualunque contesto sociale. E, se permetti, una manifestazione che promuove l’orgoglio pedofilo è pericolosamente fraintendibile, specie in un’epoca che fa della comunicazione il suo baricentro.
    Grazie per la civile risposta.
    Saluti.

  11. Matteo:

    Sono d’accordo, ma infatti io non difendo ‘tout court’ questa manifestazione; come ho scritto nell’articolo: “Il problema, allora, non è nella pedofilia in sé, in quanto fenomeno psichico o preferenza sessuale, ma nel modo in cui essa trova appagamento, ovvero in quanto (probabile) causa di crimini. Ed è su questo punto che si possono muovere delle critiche a queste rivendicazioni: essendo la pedofilia appagabile solamente (o quasi) attraverso comportamenti criminali, una giornata come questa potrebbe considerarsi socialmente pericolosa.”

    Il mio articolo nasce in risposta di alcuni commenti che ho letto su internet riguardo, appunto, questa manifestazione. Commenti che denotano appunto ignoranza, infarciti dei soliti luoghi comuni per cui, ad esempio, un pedofilo è necessariamente uno che va al parco per adescare e molestare bambini e, magari, ne ha già molestato a decine. Credo che i pedofili abbiano bisogno di più comprensione in questo senso, non certo nel senso di permettere loro di far del male ai bambini.

    Vorrei che la gente avesse più consapevolezza di che persone sono realmente i pedofili, insomma, e non guardasse il fenomeno basandosi solo sui casi di cronaca che trasmette il tg.

  12. Marco:

    Comunque l’eta’ del Consenso è fissata a 14 anni e da quell’età in poi non si puo’ piu’ parlare di pedofilia.Molte persone usano impropriamente questo bruttissimo e deprechevole termine anche quando ad esempio un ragazzo di 26 esce con una di 18 anni! ma stiamo scherzando? pedofilia con una ragazza sessualmente ultra matura di 18 anni? c’è un uso improprio di questo termine e molte persone dovrebbero leggere di piu’ prima di apostrofare.La vera pedofilia è purtroppo quella in cui un uomo o donna adulta commettono atti sessuali verso bambini! anche di 5 o 6 anni… mi fa rabbrividire il solo pensarci! quella si che è pedofilia e andrebbe punita senza sconti! un saluto.

  13. geny:

    questo sito non dovrebbe esistee per il poco equilibrio mentale che traspare nel modo in cui viene affrontato l’argomento.Quello che l’articolo comunica è soltanto l’intento di giustificare o scusare il comportamento di chi si sente attratto dai bambini che ancora non hanno sviluppato una idea del sesso matura ed equilibrata pertanto non pèrendete in considerazione i danni emotivi e psicologici del bambino ne tantomeno affrontate l’argomento dal punto di vista di un minore.Il vostro tentativo sembra semplicemente quello di manipolare la sensibilità pubblicae le coscienze altrui per giustificare questi atti.Dite che questo articolo affronta l’argomento da un punto di vista omosessuale, a questo punto gli psichiatri e psicologi che hanno definito l’omosessualità come un disturbo psico-affettivo avevano proprio ragione e questo dimostra la ricerca sulle cause dell’omosessualità dovrebbero continuare senza essere ostacolate per vedere a quale conclusione conducono in modo da informare il vasto pubblico che l’omosessualità a prescindere da quali siano le cause o le dinamiche è un orientamento che non va incoraggiato ne tantomenogiustificato soprattutto quando c’è una forte correlazione tra quest’ultima è l’attrazione verso i nostri bambini.

  14. Matteo:

    geny: ma ti rendi conto delle stupidate che stai dicendo? l’omosessualità avrebbe una correlazione con la pedofilia? e quale sarebbe mai? nell’articolo sottolineavo, dal punto di vista concettuale, la somiglianza di certe rivendicazioni ad opera di pedofili con quelle di omosessuali. per il resto, il binomio omosessualità-pedofilia (certa gente confonde addirittura le due cose) è solo il frutto dell’ignoranza che ancora oggi regna sovrana, e così la scelta di classificare l’omosessualità come un disturbo, una malattia.

    io non giustifico gli atti criminali dei pedofili, bensì il loro orientamento. perché uno deve essere visto come un mostro a causa di pulsioni indipendenti dalla sua volontà? la nostra società affronta il problema della diversità trasformando il diverso in un mostro, in qualcosa da eliminare a tutti i costi. non c’è alcun rispetto per problemi di questo tipo, e il poco equilibrio mentale, per risponderti, al massimo lo dimostri tu e tutti quelle che, come te, si arroccano insistentemente dietro le propria trincee di idee ammuffite e di stupidi preconcetti.

  15. geny:

    Su quale base giustifichi l’orientamento dei pedofili? Sulla base che certi atteggiamenti e orientamenti sono difficili da modifificare se non addirittura impossibili? Ripeto su quale base o buon senso fai queste affermazioni assurde visto che non sei ammuffito. Per favore indic le ragioni a tutti quelli che leggono queste pagine è assumiti le responsabilità delle tue affermazioni davanti hai genitori che come noi hanno figli.

  16. Matteo:

    Io giustifico questo orientamento proprio perché si tratta di una preferenza sessuale (o disturbo psichico, che dir si voglia), e non di un comportamento oggettivo incriminabile. La gente confonde spesso i due livelli. Proprio in virtù di questo fatto, a nessuno pedofilo può essere attribuita una colpa per i propri impulsi, ma solo per le proprie azioni. E le azioni, come è ovvio, sono punite sempre indipendentemente dall’esistenza di certi impulsi che le provocano. Perché allora dovremmo condannare un orientamento in sé e per sé? La pedofilia va condannata come fenomeno criminale, non certo come fenomeno psichiatrico.

    Non mi sembrano affermazioni assurde ma semplicemente dettate da buon senso.

  17. geny:

    Adesso il tuo discorso cambia aspetto soltanto che noto ancora una certa incompetenza da parte tua nel definire il problema. Usando l’espressione “preferenza sessuale” (o disturbo psichico, che dir si voglia), comunichi a noi tutti che non sei convinto dell’espressione disturbo psichiatrico e che preferisci l’espressione preferenza sessuale come se rientrasse nel campo del normale comportamento sessuale umano abbastanza documentao.. l’ espressione preferenza non è eziologicamente adatta, la zoofilia (attrazione sessuale per gli animali) e pure una “preferenza la necrofilia (attrazione sessuale per i cirpi morti) e pure una preferenza o sono “disturbi psichiatrici che dir si voglia” tutto questo dimostra come ancora una volt la distorsione in questi campi e la mancanza di una conoscenza accurata dei comportamenti sani e deviati ha portato ad un utilizzo di parechhi eufemismi come se l’uso del linguaggio potesse aprire una porta per poter piano piano fare breccia nell’intelletto della gente distorcendone il buon senso è la giusta etica umana che potrebbe contribuire a mantenere i delicati equilibri e punti di vista su queste questioni. Che le varie attrazioni o come dici tu orientamenti non siano imputabili alle persone è che quest’ultime vadano aiutate (anche se è difficilissimo in base alle casistiche attuali che cambino orientamento) è un discorso che si discosta rispetto all’impostazione di tutto il ragionamento esposto nel tuo sito. Comunque per chiudere l’argomento perchè non mi va di affrontarlo in questo modo riduzionistico è poco equilibrato consiglio il libro pubblicato dalla collana specialistica McGraw-Hill “psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale” di Davide Dèttore invece di farsi trastullare il cervello da questi ragionamenti incompleti e capziosi.

  18. geny:

    Mi ero dimenticato di un’ultima cosa prima di lasciare questi discorsi capziosi. A prescindere da come scindi le frasi e gli eufemismi che usi sei daccordo con la giornata dell’orgoglio pedofilo e con acune delle sue richieste o adesso ti allontani da quello che sostenevi prima? Se sei daccordo pensi che la parola orgoglio usata in questo conteto comunichi il giusto significato a noi genitori oppure in alcune questiono non si dovrebbero avere voci in capitolo.L’ignoranza è un problema serio ma lasciare la società senza nessuna definizione di bene e male ti assicuro che non è una buona scorciatoia per fr crescere il buonsenso comune. A voi la risposta visto che amate gli eufemismi e agli altri invece se vogliono possono leggere l’ottimo libro indicato sopra di Davide Dèttore.Con quest’ultimo discorso mi dissocio completamente e responsabilmente dalla pagina pubblicata in questo sito.

  19. Matteo:

    Ma, che si tratti di una preferenza classificabile o meno come disturbo, il mio discorso non cambia di una virgola. E per quanto mi riguarda le definizioni “bene” e “male” non sono assolutamente applicabili a certe problematiche, come non lo è quella che tu nomini la “giusta” etica umana (se i miei termini sono degli eufemismi, approssimativi e incerti, questo che citi tu è totalmente vuoto e privo di significato tangibile).

    E la portata del mio articolo non è certo così ampia come tu credi di poter ravvisare, dato che appunto le mie competenze in materia non sono così estese.

    Ho già risposto alla tua domanda su cosa ne penso di questa rivendicazione. In sé la ritengo assolutamente legittima, poi nel concreto, considerando anche le conseguenze che potrebbe avere in quanto preda di facili incomprensioni, ci sarebbe da discutere a lungo. Ma, appunto, non è lo scopo del mio articolo.


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