12 Luglio 2008
Mulholland Drive di David Lynch
Comincia su una strada percorsa da una limousine nera, di notte. Mulholland Drive. Finisce con una parola: silenzio. In mezzo, la storia di due ragazze, una bionda e l’altra mora, in una cornice da sogno: Hollywood. Parlare di quello che da molti è considerato il film capolavoro di David Lynch, regista che non ha certo bisogno di presentazioni, è difficile.
Difficile perché la sua bellezza e particolarità è, per così dire, impalpabile: la trama è sfuggente, il significato enigmatico, i personaggi e le situazioni quasi surreali. Difficile perché l’intera vicenda è sospesa tra due dimensioni, sogno e realtà, ed è proprio nel loro armonioso e drammatico mescolarsi che ci si deve muovere per capire la genialità di Lynch, riconosciuta con il premio per la miglior regia a Cannes nel 2001.
Il sogno hollywoodiano, dicevamo. Qui c’è una ragazza in cerca della propria identità che dopo un incidente non si ricorda più nemmeno il suo nome (Laura Elena Harring). C’è un’aspirante attrice molto promettente (Naomi Watts) che la ospita in casa sua e la aiuta a scoprire chi era. Un mistero, dunque, ma dai contorni molto sfocati e dalle prospettive assolutamente incerte e per questo ancora più inquietanti.
Un ragazzo al bar racconta il suo incubo ricorrente e, pochi istanti dopo, lo vive in prima persona. La scena cambia senza preavviso, un senso di straniamento assale lo spettatore. Dialoghi lenti, silenzio avvolgente e atmosfere claustrofobiche, anche in pieno giorno e all’aperto: tutto diventa sempre più strano. Più o meno queste le parole di Adam, regista costretto da un gruppo di gangster a scegliere come attrice per il suo film una certa Camilla dopo aver incontrato quella che probabilmente è la figura più particolare dell’intero film: un cowboy senza sopracciglia.
Le inquadrature insistono ossessivamente su particolari numeri e oggetti (lampade, telefoni, luci, chiavi, colori): testimonianze di qualcosa di oscuro, come se un meccanismo incomprensibile, da qualche parte, governasse il tutto.
Un forte senso di ineffabilità riempie lo schermo: primi piani insistiti e sguardi che si cercano e si lasciano in un continuo gioco di apparenze dove ognuno sembra semplicemente recitare una parte. Il sogno hollywoodiano, dicevamo?
Le due ragazze scoprono dove abitava Rita (nome che la bruna prende in prestito da un poster appeso in casa di Betty) e lì trovano un cadavere, steso sul letto. Corrono via. Crisi di identità. La notte, si baciano. Mi sono innamorata di te, dice Betty. Poi si addormentano. Rita parla nel sonno, poi si sveglia e chiede a Betty di portarla in un posto.
Il club ‘Silencio’, un teatrino spettrale e decadente. Attori e cantanti come marionette, musiche registrate che sembrano provenire dall’aldilà. Una canzone d’amore, lacrime sui volti di Betty e Rita. Poi la scoperta di una scatola blu nella borsa di Betty e un vortice nero sembra risucchiare tutto.
Una ragazza bionda si sveglia. E’ Betty, ma si chiama Diane. E’ disperata, ha continue allucinazioni. Nulla a che vedere con la solare e simpatica Betty. Le appare Rita, che però si chiama Camilla. Un fantasma. E solo ora ogni pezzo del puzzle va al suo posto: il sogno di prima era la trasfigurazione della realtà di adesso. Nel riapparire di personaggi e situazioni in un contesto diverso, una forte sensazione perturbante ci assale. Ricordi come frammenti impazziti riaffiorano nella mente di Diane: una storia d’amore finita nel peggiore dei modi, un terribile piano di vendetta servito a bordo di una limousine, di notte, sulla Mulholland Drive. Poi il rimorso, l’incubo, il terrore. Uno sparo e poi “silenzio”.

Luglio 14th, 2008 at 9:00 pm
Indimenticabile!
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Luglio 15th, 2008 at 9:06 am
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Ottobre 12th, 2008 at 10:21 am
Grazie per le delucidazioni sul film, che ritengo incomprensibile ma forse proprio per questo bellissimo. La prima volta che l’ho visto non ci ho capito una mazza, poi, assalito dalla curiosità e dalle opinioni su questo film, mi sono messo a guardarlo con l’attenzione dovuta.
Ho trovato questo post tramite Google blog. Il film in questione è nella mia Top 100, e da lì sono partito per trovare partecipanti al Torneo dei film. Basta una playlist dei 10 film che ritieni i migliori di sempre. A dicembre si parte da un tabellone, a scontro diretto. La pagina del mio blog dedicata al Torneo è qui: http://gegio.wordpress.com/il-torneo-dei-film/ Se vuoi invece solo lasciare la tua playlist quo c’è il form: http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=p8mk30RmJiA3OFsJjj_9HTQ