7 Febbraio 2008
Lella Costa racconta Amleto
Raccontare, in un monologo, il personaggio e la storia di Amleto: un’impresa ardua, forse impossibile. Non per Lella Costa che, col suo nuovo spettacolo, dedicato proprio al principe di Danimarca e presentato in questi giorni al Teatro Carcano di Milano, sta offrendo l’ennesima prova della sua bravura e versatilità.
Lo spettacolo è un lungo “one-man-show” diviso in due parti in cui viene raccontata la storia del mito di Amleto, dall’origine antichissima fino al “remake” tragico di Shakespeare. Gran parte del monologo, che la Costa rende incredibilmente coinvolgente anche per chi di Shakespeare non sa nulla, è dedicata proprio al capolavoro del teatro elisabettiano. Amleto è follia, amore, morte e molto altro. L’intera tragedia non ha un nucleo unitario, si muove come attraverso schegge impazzite che ruotano attorno all’altrettanto frammentario personaggio del principe danese.
Ne nascono così decine di interpretazioni e di suggestivi temi su cui riflettere. L’attrice recita i passi più significativi, analizza (anche in chiave comica) i personaggi, si sofferma sui risvolti della trama e attualizza ogni minima scena collocandola in quella dimensione universale, da cui non siamo esenti, che solo i grandi capolavori riescono a evocare.
Chiude con una riflessione sulla guerra, che Shakespeare descriveva mirabilmente:
“…vedo la morte imminente di ventimila uomini che per un sogno, per un capriccio dell’onore vanno alla tomba come a letto, e combattono per un palmo di terra che non basterà nemmeno a seppellirli”.
Cala il sipario con la speranza di un mondo migliore e un invito: collaborare alla sua realizzazione, con lo stesso slancio che ha spinto Amleto a smascherare la verità del marcio mondo che lo circondava.
AMLETO
Dal 23 gennaio al 10 febbraio al Teatro Carcano (MI)
Lella Costa
di Lella Costa, Giorgio Gallione, Massimo Cirri
da William Shakespeare
Regia di Giorgio Gallione
Produzione IRMA Spettacoli in collaborazione con Teatridithalia
Ospitalità in collaborazione con Teatridithalia
Lella Costa torna in scena a Milano, protagonista assoluta di un nuovo spettacolo, un percorso costruito con rigore e passione nei meandri dell’Amleto shakespeariano, per raccontarlo, analizzarlo, fermarsi a riflettere e poi stupirci con gli innumerevoli riflessi che ne scaturiscono. Complici insostituibili di questo viaggio nelle profondità del teatro, che ha debuttato a Bologna lo scorso anno, sono il regista Giorgio Gallione, che già aveva diretto l’attrice nel 2005 in Alice, una meraviglia di paese, e Massimo Cirri, che lavora al suo fianco ormai da vent’anni. Le musiche originali sono firmate da un grande del jazz, il pianista Stefano Bollani, i costumi sono dello stilista Antonio Marras, le scene di Guido Fiorato.
Amleto è una spugna: contiene politica e tragedia d’amore, studio psicologico e dramma familiare, violenza e morale, follia e metodo, eccentricità e malattia, pace e guerra. Le antiche leggende raccontano l’esistenza di un Amleto addirittura in epoca anteriore a quella di Cristo. Così Amleth o Amlodi o Amlaghe, l’idiota, il matto è presente nelle saghe degli inizi del mondo (”esplodere o implodere, questo è il problema”, scrive Italo Calvino) e in ogni tradizione arcaica: dalla Persia all’Islanda, dalla Grecia alla Danimarca. Perché la vicenda di Amleto fa parte di quella grande enciclopedia del narrabile, di quel “padre dei racconti” che contiene la radice di tutte le storie umane. E sempre, dall’antichità fino a Shakespeare e in ogni riscrittura contemporanea, Amleto è rappresentato come il primo degli intellettuali infelici, cerniera tra mondo arcaico e nuovo sapere, tra Medioevo e modernità; un giovane colto e melanconico che astutamente armato di simulata follia lavora alla ricerca della verità o della vendetta. Da qui parte il nostro Amleto, dal contratto di finzione tipico di ogni racconto, dalla semplice e pura magia del narrare che è ancor oggi l’essenza del teatro, da una vicenda che nasce dall’ombelico del mondo e che viaggiando nel tempo e nello spazio ancora ci riguarda e ci emoziona, da un palcoscenico nudo che, come ai tempi di Shakespeare, tutto può evocare.Giorgio Gallione
Un video di presentazione:

Febbraio 7th, 2008 at 12:13 am
Bravissima!!! Ma il quesito resta e non cessa di tormentarci: “Compro gli asparagi o non li compro?…questo è il problema!) XD