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Friedrich Dürrenmatt“Un requiem per il romanzo giallo”: un sottotitolo perfetto per questo romanzo, probabilmente l’opera migliore dello scrittore (ma anche drammaturgo e pittore) svizzero Friedrich Dürrenmatt. Sottotitolo perfetto perché La promessa è sì un romanzo giallo, ma è anche (e soprattutto) la definitiva negazione e il capovolgimento dei capisaldi su cui si basa questo genere: un giallo, quindi, che mostra tutti i limiti e le assurdità di un modello investigativo così distante dalla realtà della nostra esperienza.

La promessa è una storia drammaticamente realistica e crudele, la storia di un poliziotto e della sua ossessione: scoprire l’identità dell’assassino di tre bambine accomunate da una straordinaria somiglianza. Un caso complesso che sembrerebbe risolversi quando uno dei sospettati, durante un lungo interrogatorio, confessa di essere il colpevole. Un caso che però sembra ben più intricato agli occhi del freddo e impassibile commissario Matthäi, il migliore nel suo ruolo.

Matthäi è il tipico investigatore geniale, dotato di una capacità intuitiva fuori dal comune, che conosciamo in ogni romanzo giallo che si rispetti. Qualcosa, però, non torna. Nonostante le intuizioni di Matthäi e gli indizi che egli riesce a mettere insieme, l’assassino sembra non esistere, non avere un volto. La caccia all’uomo è come la ricerca del proverbiale ago in un pagliaio: una ricerca più passiva che attiva, continuamente viziata dal caso, che finisce per logorare perfino un grande uomo come Matthäi, apprezzato e ammirato da tutti i suoi colleghi. Matthäi, così, consumerà la sua intera vita alla ricerca di un’ossessione, con il costante presentimento di una svolta imminente, per tenere fede alla promessa fatta alla madre della terza vittima.

Sulle lande desolate della Svizzera settentrionale, nella triste malinconia delle giornate di pioggia si perde, tra boschi silenziosi e squallide taverne, l’eco del grido dell’umanità. Un grido che chiede giustizia, razionalità, ordine. Un grido che non trova conforto, in un mondo in cui la luce della ragione sembra incapace di rischiarare il grande buio del male ed è il caso il vero protagonista, il deus ex machina che, alla fine, mette la parola fine a tutto. Un grido silenzioso che leggiamo nel volto di Matthäi, consumato dagli anni e dalle sue stesse ambizioni.

(Sean Penn è il regista di un recente film ispirato a questo romanzo, uscito nel 2001.)

‘La promessa’ di Sean Penn, con Jack Nicholson


Un commento a La promessa, F. Dürrenmatt
  1. Maggio:

    Ommioddioiooo! A me piace Dürrenmatt! Ho letto la morte della pizia il minotauro e la valle del caos! Ti stimo, tornerò sul tuo blog! ciaaaao


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