8 Gennaio 2008
I Buzzcocks e la melodia punk dell’adolescenza
Band chiave del panorama musicale punk inglese degli anni ‘70 (si sono formati a Machester nel 1975), i Buzzcocks si distinsero tra le decine di band cloni dei Sex Pistols per l’originalità con cui seppero mescolare la grinta del punk alla melodia del pop.
Innumerevoli band, soprattutto negli anni ‘90, si sono ispirate alla loro musica. In poche, tuttavia, han raggiunto quella perfezione tecnica che i Buzzcocks han mostrato fin dagli esordi coi primi, famosissimi singoli. Già, perché i Buzzcocks davano il meglio proprio nei singoli, che non includevano volutamente negli album per evitare ai loro fans di acquistare due volte la stessa canzone. Tra i singoli più celebri ricordiamo Orgasm addict e What do i get?.
Il loro album più significativo è senza dubbio Another music in a different kitchen, una vera pietra miliare per il punk/pop (anche se questa classificazione risulta molto riduttiva).
La provocatoria ed esplosiva Fast Cars apre alla grande l’album, arrivano poi le frenetiche No Reply, You Tear Me Up, Love Battery e la dolce Get On Our Own, tutte in qualche modo dedicate all’amore; l’ipnotica Sixteen, l’esuberante I Don’t Mind, l’ossessiva Fiction Romance, l’inno Autonomy, la scheggia I Need e, in chiusura, l’onirica Moving Away From the Pulsebeat.
Le tematiche delle canzoni riguardano quasi esclusivamente la sfera dell’adolescenza: amici, auto, sesso, amore, ragazze, droga. Temi adolescenziali e scanzonati da canzonetta pop, trattati però con una vena di malinconia e un senso di frustrazione che permea l’intero album e che emerge dalle graffianti chitarre, dal cupo basso e dalla martellante batteria. C’è la rabbia del punk unita ad un ironia piena di disillusione: la disillusione dei giovani. Così pezzi rapidi urlati a squarciagola si alternano a lunghi assoli (celeberrimo quello di batteria in Moving Away From the Pulsebeat) che provocano una forte sensazione di angosciante e irrimediabile monotonia.
Il successivo album, Love Bites, contiene la loro canzone più famosa nonché coverizzata da parecchie band: Ever Fallen In Love With Someone (You Shouldn’t've Fallen In Love With)?. E’ un album tutto sommato meno convincente del precedente. L’originalità di alcune canzoni, però, lascia sempre stupiti: Nostalgia, Sixteen Again e Love is Lies su tutte.
Il terzo album, A Different Kind of Tension, è forse il loro lavoro più originale. Alle melodie catchy delle canzoni che aprono l’album si intrecciano, e si fanno predominanti alla fine, ritmi martellanti e ossessivi e sperimentazioni sonore molto interessanti: i Buzzcocks hanno raggiunto una loro maturità musicale, han trovato una loro precisa identità.
Molto meno memorabili, invece, i successivi album: se volete ascoltare il loro meglio cercate, insieme ai tre album appena nominati, l’ottima raccolta di singoli Singles Going Steady.
Infine, una considerazione: ce ne hanno di energia da vendere, questi “ragazzi”! Suonano tuttora, a più di trent’anni della loro formazione, e i loro concerti sembrano essere ancora uno schianto! Ecco il loro sito ufficiale.

Gennaio 9th, 2008 at 7:50 pm
Grandissimo!!!
“Infine, una considerazione: ce ne hanno di energia da vendere, questi “ragazzi”! Suonano tuttora, a più di trent’anni della loro formazione, e i loro concerti sembrano essere ancora uno schianto! ” ……………come i Pooh XD