10 Novembre 2007
Il bambino scozzese che si ricorda una vita passata
Cameron è un bambino scozzese di sei anni, caschetto biondo e occhi azzurri. E’ un bambino come tanti: gli piace ridere, giocare con gli amici e disegnare.
All’asilo, racconta sua madre, iniziò a disegnare la sua casa. Era una villa bianca che si affacciava sul mare; sulla spiaggia c’era un cane maculato e, parcheggiata, un’auto nera. Molto strano, pensò la madre: la famiglia viveva a Clydebank, vicino a Glasgow, e dalla finestra della stanza del bambino non si vedevano che mattoni rossi. Nessuna spiaggia, nessun mare, nessun cane maculato e nessuna auto nera. Da quando aveva due anni il piccolo iniziò a raccontare i particolari di quella che riteneva essere la sua vita precedente e la madre iniziò a preoccuparsi seriamente.
Cameron si ricorda di una vita trascorsa a Barre, un’isola a 300 chilometri dalla sua attuale casa. Giocava sulla scogliera col cane, viaggiava molto con la famiglia: ricorda i suoi fratelli, sua madre e suo padre -un certo Shane Robertson- morto sulle strisce pedonali. Cameron non ha mai visto Barre nella sua attuale vita ma, col tempo, cresce in lui un desiderio di rivederla. A sei anni comincia a piangere per la nostalgia dei luoghi a cui era tanto affezionato. La famiglia decide allora di assecondare il suo desiderio, dopo i molti capricci e dopo l’interessamento al caso di una casa di produzione cinematografica in cerca di storie di reincarnati.
La famiglia, con telecamera e psichiatra al seguito, giunge finalmente sull’isola e, dopo un po’ di ricerche, trova una casa bianca che ha tutte le carte in regola per essere la vecchia abitazione di cui parla sempre Cameron. Il piccolo, che di solito è molto espansivo e chiacchierone, ammutolisce di colpo alla vista. E’ tutto come nei suoi ricordi: le stanze, i tre bagni, il cancelletto, il sentiero che porta in spiaggia, il mare… E’ un tuffo in un mare di ricordi che non lo possono lasciare indifferente.
Si effettuano delle ricerche, nel frattempo, per saperne di più del Shane Robertson che il piccolo ha indicato come suo padre: nessuno Shane, anche se in effetti una famiglia Robertson trascorse molte vacanze proprio in quel posto, una quarantina di anni fa. Cameron riconosce nelle foto il cane maculato e la grande auto nera che gli era rimasta impressa nella mente. Vorrebbe far conoscere alla sua nuova famiglia i suoi vecchi compagni, ma è tutto inutile: di loro non c’è alcuna traccia.
Cameron torna quindi alla vita di tutti i giorni, sereno e felice per avere almeno avuto la possibilità di trascorrere di nuovo un po’ di tempo nella sua Barre. Ora il suo caso ha fatto il giro del mondo e saltano allo scoperto molti altri bambini con ricordi di vite precedenti.
La spiegazione scientifica a tutto ciò non esiste. Lo psichiatra che si è interessato a Cameron avanza un’ipotesi che perfino lui trova assurda: Cameron avrebbe lo stesso corredo genetico del bambino di Barre. I ricordi racchiusi nel DNA di una persona, ancora prima di nascere: una congettura strampalata per una storia che di ordinario ha davvero poco.
Per saperne di più:
- Mysterium
- Damiduck
Un documentario (in inglese) sul caso:


Novembre 10th, 2007 at 12:41 pm
Povero…chissà che sensazioni deve aver provato :___:
Novembre 10th, 2007 at 2:09 pm
La spiegazione scientifica mi pare fantasiosa e assai poco scientifica… per quanto riguarda la spiegazione tout cout… bah, il cervello è tanto complesso, figuriamoci se non ci possono essere strani corti circuiti per cui ricordi cose che casualmente esistono… come i déjà vu, no?
ad ogni modo, il bambino sembra Demian, di Omen…. fa paura… povero…
Gennaio 2nd, 2008 at 9:17 pm
eh beh se tu dici che tutto questo pou succedere a caso alloraaaa….. forse anche tu sei nato per caso pensa a questa parola che ti potrebbe sembrare stupida ma non lo è affatto………..niente nasce per caso…..l’uomo cerca di scapare dal mistero dicendo è successo per caso……mah ma io non so fino a quando l’uomo deve rimanere con gli occhi chiusi aspettando che la scienza spieghi tutto, la scienze riuscirà a spiegare tutto ma solo dopo che l’uomo accetti i misteri
Aprile 10th, 2008 at 6:20 pm
Ho visto il documentario alla tv,devo dire di essere rimasta molto colpita, era tutto molto credibile. Credo sia impossibile che un bambino cosi piccolo si inventi una storia cosi complicata e riesca a simulare cosi bene…non so perchè ma mi piace credere in questa storia,e non credo ci possa essere una risposta scientifica…la cosa che mi ha stupito è quanto fosse recente la vita passata…e beato lui che è nato nella magnifica Scozia anche nella vita attuale!!!come lo invidio
Giugno 6th, 2008 at 1:34 pm
è una storia ke fa rabbrividire ma molto curiosa io credo al bimbo e queste sn storie + tosto strane all inzio ho avuto un po di pausa sembrava ke si trattesse di u bimbo prodigio ma no…il piccolo cameron è ankora + speciale di un bimobo prodigio